Comunità Energetica Rinnovabile nel Salento: cos'è, come funziona e come aderire nel 2026
Se hai già un impianto fotovoltaico, o stai pensando di installarne uno, hai probabilmente sentito parlare di Comunità Energetica Rinnovabile. Ma cos’è concretamente una CER, e soprattutto: conviene aderirvi nel Salento?
Questa guida risponde con dati precisi e verificati, basati sul Decreto CACER (D.M. MASE n. 414/2023) — la norma che regola incentivi e modalità operative — e sulle Regole Operative GSE aggiornate a luglio 2025. Trovi anche le informazioni pratiche su come costituire o aderire a una CER nel territorio leccese e salentino.
In sintesi: una CER consente di condividere energia rinnovabile con vicini, imprese o enti pubblici collegati alla stessa cabina elettrica. Per ogni kWh condiviso il GSE eroga una tariffa incentivante garantita per 20 anni, compresa tra 60 e 120 €/MWh. Per gli impianti inseriti in una CER resta centrale la tariffa incentivante riconosciuta dal GSE sull’energia condivisa. Il contributo PNRR a fondo perduto fino al 40%, invece, non è più accessibile per nuove domande: lo sportello si è chiuso il 30 novembre 2025.
Cos’è una Comunità Energetica Rinnovabile
Una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è un soggetto giuridico autonomo — tipicamente un’associazione o una cooperativa — formato da cittadini, piccole e medie imprese, enti locali, cooperative, istituti religiosi o del terzo settore, che si uniscono per produrre, condividere e consumare energia da fonti rinnovabili.
È introdotta in Italia dal D.Lgs. 199/2021, che recepisce la Direttiva Europea RED II. Ogni membro mantiene il proprio contratto di fornitura elettrica con il proprio fornitore: la CER non sostituisce il contratto luce, ma si aggiunge ad esso come meccanismo di condivisione virtuale dell’energia prodotta dagli impianti dei soci.
Il principio di funzionamento è semplice: quando un impianto fotovoltaico della CER produce energia e un altro membro la consuma nello stesso momento — anche se fisicamente distanti — il GSE riconosce quella quota come energia condivisa e la remunera con la tariffa incentivante. Il calcolo avviene automaticamente ogni ora.
Come funziona: i tre pilastri economici
Il modello economico di una CER si basa su tre componenti distinte che si sommano tra loro.
1. Tariffa premio sull’energia condivisa (TCEC)
È l’incentivo principale, erogato dal GSE per 20 anni su ogni kWh di energia condivisa tra i membri. La tariffa è definita dal Decreto CACER ed è differenziata per potenza dell’impianto:
• Impianti fino a 200 kW: tariffa base 80 €/MWh, massimo 120 €/MWh
• Impianti da 200 a 600 kW: tariffa base 70 €/MWh, massimo 110 €/MWh
• Impianti oltre 600 kW: tariffa base 60 €/MWh, massimo 100 €/MWh
La parte variabile della tariffa aumenta automaticamente quando il prezzo di mercato dell’energia scende, garantendo una protezione contro i periodi di bassa remunerazione. La tariffa si applica alla quantità di energia effettivamente condivisa ora per ora, calcolata dal GSE come il minimo tra energia prodotta e consumata dai membri nella stessa fascia oraria.
Nota importante per il Salento: il Decreto CACER prevede maggiorazioni geografiche della tariffa solo per il Nord (+10 €/MWh) e il Centro Italia (+4 €/MWh), per compensare il minor irraggiamento solare. La Puglia e il Salento non ricevono questa maggiorazione — ma partono già da un vantaggio reale: la produzione fotovoltaica è strutturalmente più alta, con circa 1.517 kWh/kWp/anno a Lecce contro circa 1.200–1.350 kWh/kWp/anno nel Nord Italia. Questo significa più energia condivisa, e quindi più incentivo in valore assoluto.
2. Corrispettivo di valorizzazione ARERA
Oltre alla tariffa premio, il GSE riconosce un corrispettivo di valorizzazione per l’energia autoconsumata definito dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) con Deliberazione 727/2022/R/EEL. Si tratta di circa 8 €/MWh aggiuntivi sull’energia autoconsumata, che corrispondono alla restituzione delle componenti tariffarie di rete risparmiate. Viene aggiornato annualmente dall’ARERA.
3. Risparmio diretto in bolletta
Chi produce energia all’interno della CER e la consuma direttamente — senza passare per la rete — beneficia del risparmio diretto in bolletta legato all’autoconsumo fisico. In Puglia, con il fotovoltaico che produce molto nelle ore centrali della giornata, questo vantaggio è particolarmente significativo per chi ha carichi diurni (climatizzatori, pompe di calore, boiler elettrici, ricarica auto).
Il contributo PNRR: misura chiusa per nuove domande
Il Decreto CACER ha previsto un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili per nuovi impianti rinnovabili inseriti in una CER o in un gruppo di autoconsumatori, finanziato dal PNRR.
Tuttavia, questa misura non è più accessibile per nuove richieste: la finestra per la presentazione delle domande si è chiusa il 30 novembre 2025. Restano quindi rilevanti solo le domande già presentate entro tale scadenza e ammesse secondo l’istruttoria del GSE.
Per chi valuta oggi, nel 2026, l’adesione a una CER o l’inserimento di un impianto fotovoltaico in una Comunità Energetica, il beneficio principale da considerare è la tariffa incentivante sull’energia condivisa, riconosciuta dal GSE per 20 anni, insieme alla valorizzazione dell’energia autoconsumata e immessa in rete secondo le regole applicabili.
Chi può aderire a una CER nel Salento
La normativa definisce con precisione i soggetti che possono far parte di una CER. È un perimetro ampio, pensato per includere realtà molto diverse tra loro.
Soggetti ammessi
• Persone fisiche (privati cittadini, proprietari o affittuari)
• Piccole e medie imprese (PMI)
• Enti locali e Comuni
• Cooperative e loro consorzi
• Enti del terzo settore, associazioni, istituti religiosi
• Enti di ricerca e formazione
• Autorità locali e pubbliche amministrazioni
Il vincolo della cabina primaria
Il requisito geografico fondamentale è che tutti i membri della CER debbano essere collegati alla stessa cabina primaria elettrica. Non si tratta di un confine comunale, ma di un’area di rete: una stessa cabina primaria può servire più comuni, e un comune grande può avere più cabine primarie al suo interno.
Il GSE mette a disposizione sul proprio sito una mappa interattiva delle cabine primarie che consente di verificare gratuitamente se due indirizzi sono collegati alla stessa cabina — e quindi se possono far parte della stessa CER.
Non serve avere un impianto per aderire
Un aspetto spesso poco conosciuto: non è obbligatorio essere proprietari di un impianto fotovoltaico per entrare in una CER. Si può aderire come semplice consumatore e beneficiare ugualmente degli incentivi sulla quota di energia condivisa che si consuma. In questo caso non si ha accesso al risparmio diretto in bolletta da autoconsumo, ma si riceve comunque una quota della tariffa premio redistribuita dalla CER.
Come costituire una CER: i passi operativi
Avviare una CER richiede alcuni passaggi formali e tecnici. Ecco la sequenza operativa, basata sulle Regole Operative GSE (aggiornate con Decreto Direttoriale del 16 luglio 2025).
Passo 1 — Costituire il soggetto giuridico
La CER deve essere costituita come soggetto giuridico prima di presentare domanda al GSE: tipicamente un’associazione, una cooperativa o un consorzio. Lo statuto deve contenere esplicitamente la destinazione degli eventuali importi della tariffa premio eccedentari ai consumatori non imprenditoriali o a finalità sociali sul territorio.
Passo 2 — Verificare la cabina primaria
Attraverso la mappa GSE, verificare che tutti i siti (impianti di produzione e utenze di consumo) ricadano sotto la stessa cabina primaria. Questo passaggio è preliminare a qualsiasi progettazione.
Passo 3 — Dimensionare gli impianti
Il dimensionamento corretto è cruciale. Un impianto sovradimensionato rispetto ai consumi dei membri produce energia che non viene condivisa — e quindi non beneficia della tariffa premio. L’obiettivo è massimizzare la quota di energia effettivamente condivisa, che dipende dalla sovrapposizione oraria tra profilo di produzione e profili di consumo dei soci.
Passo 4 — Presentare domanda al GSE
La richiesta di accesso alla tariffa incentivante va presentata tramite il portale informatico GSE (areaclienti.gse.it), con accesso tramite SPID o CNS, entro 120 giorni dalla messa in esercizio dell’impianto. Superata questa scadenza, decade il diritto al riconoscimento della TCEC. La documentazione richiesta include: statuto e atto costitutivo, contratti di adesione dei membri, relazione tecnica, certificazioni elettriche e urbanistiche.
Passo 5 — Ricevere gli incentivi
Il GSE ha 90 giorni lavorativi per approvare la richiesta. Una volta attivato il contratto, gli incentivi vengono erogati con due meccanismi: un acconto mensile basato su stime dell’energia condivisa, e un conguaglio annuale calcolato sulle misure reali trasmesse dai gestori di rete. I pagamenti sono accreditati al soggetto referente della CER, che li redistribuisce ai membri secondo le quote statutarie.
In alternativa alla costituzione di una nuova CER, è possibile valutare l’adesione a una Comunità Energetica già attiva o promossa sul territorio. Eko Solar dispone di una propria configurazione CER e l’adesione è gratuita per il consumatore.
Perché il Salento è un territorio ideale per le CER
Il territorio salentino ha caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto allo sviluppo delle Comunità Energetiche.
• Irraggiamento solare elevato: circa 1.517 kWh/kWp/anno a Lecce, tra i più alti d’Italia, garantisce una produzione fotovoltaica abbondante e una lunga stagione di condivisione attiva
• Struttura demografica favorevole: il Salento presenta molti comuni di piccole e medie dimensioni, reti locali diffuse e un tessuto sociale adatto alla nascita di CER,
• Tessuto sociale diffuso: borghi storici, cooperative agricole, associazioni di categoria — soggetti ideali per costituire una CER con una base ampia di aderenti
• Consumi diurni elevati: il clima caldo aumenta i carichi di climatizzazione nelle ore centrali della giornata, esattamente quando il fotovoltaico produce di più — migliorando la percentuale di energia condivisa
• Opportunità per le imprese agricole: le aziende del comparto vitivinicolo, olivicolo e ortofrutticolo hanno profili di consumo diurni molto compatibili con la produzione fotovoltaica, e possono cumulare la CER con il Bando Agrisolare
Esempio pratico: un condominio di 10 appartamenti a Lecce con un impianto fotovoltaico condominiale da 30 kW, in una CER con una piccola attività commerciale nello stesso palazzo, può condividere stimativamente circa 15.000–18.000 kWh all’anno. Con una tariffa media di 100 €/MWh (inclusa parte variabile), questo significa 1.500–1.800 euro l’anno di incentivo GSE per 20 anni, distribuiti tra i soci secondo le quote statutarie.
CER o impianto fotovoltaico tradizionale? Le differenze
Non si tratta di scegliere tra impianto fotovoltaico tradizionale e CER: in molti casi l’adesione a una Comunità Energetica consente semplicemente di aggiungere un beneficio economico ulteriore.
Con un impianto fotovoltaico tradizionale, l’energia prodotta viene prima utilizzata per l’autoconsumo diretto. L’eventuale eccedenza immessa in rete può essere valorizzata tramite Ritiro Dedicato o vendita sul mercato, secondo le regole applicabili.
Inserendo l’impianto in una CER, questa valorizzazione dell’energia immessa non viene meno: il Ritiro Dedicato può continuare a remunerare l’energia ceduta alla rete, mentre sulla quota di energia che risulta condivisa virtualmente con gli altri membri della comunità il GSE riconosce anche la tariffa premio e il corrispettivo di valorizzazione ARERA.
In altre parole, la CER non sostituisce il normale meccanismo di vendita dell’energia immessa in rete, ma può aggiungere un incentivo ulteriore sulla parte di energia prodotta e consumata simultaneamente dai membri della comunità. Per questo, quando ci sono consumatori con profili di consumo compatibili, entrare in una CER può aumentare la redditività dell’impianto senza penalizzare la valorizzazione dell’energia già immessa in rete.
Domande frequenti
Un impianto fotovoltaico già esistente può entrare in una CER?
Sì, ma con una condizione: l’impianto deve essere entrato in esercizio dopo il 16 dicembre 2021 (data di entrata in vigore del D.Lgs. 199/2021) e comunque dopo la regolare costituzione della CER. Inoltre non deve già beneficiare di altri incentivi sulla produzione (es. Conto Energia). In questo caso l’accesso al contributo PNRR non è disponibile, ma la tariffa premio sulla condivisione rimane accessibile.
Posso aderire a una CER se vivo in affitto?
Sì. Non è necessario essere proprietari dell’immobile né possedere un impianto per entrare in una CER come consumatore. È sufficiente essere titolari di un POD (punto di prelievo) collegato alla stessa cabina primaria degli impianti della CER.
Quanti impianti può avere una CER?
Non c’è un numero minimo o massimo di impianti. La potenza massima del singolo impianto ammesso agli incentivi è 1 MW. La CER può avere più impianti, anche in comune diverso, purché tutti collegati alla stessa cabina primaria o nell’ambito di una configurazione estesa sul territorio nazionale (in questo caso ogni sottoarea corrisponde a una cabina primaria).
Cosa succede se esco dalla CER?
Ogni membro può recedere dalla CER secondo le modalità previste dallo statuto. L’uscita di un socio non pregiudica il funzionamento della CER né gli incentivi degli altri soci. Nel caso del soggetto titolare dell’impianto, l’uscita comporta la cessazione della tariffa premio sulla quota di energia condivisa relativa a quell’impianto.
Conclusione
Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano nel 2026 uno degli strumenti più concreti per valorizzare un impianto fotovoltaico nel Salento. La tariffa premio ventennale del GSE, l’elevata produzione fotovoltaica del territorio e la possibilità di condividere energia tra cittadini, imprese ed enti locali fanno del Salento un contesto favorevole per lo sviluppo delle CER.
Il percorso richiede una progettazione attenta — dalla verifica della cabina primaria al dimensionamento dell’impianto, fino alla costituzione del soggetto giuridico e alla domanda GSE. È un processo che conviene affrontare con un partner tecnico che conosca il territorio e la normativa.
Eko Solar accompagna privati, imprese e amministrazioni locali del Salento in ogni fase: dalla valutazione di fattibilità alla costituzione della CER, dall’installazione dell’impianto alla presentazione della domanda GSE. Contattaci per una consulenza tecnica gratuita.

